lunedì 6 maggio 2013

Presentato il saggio “La morale è il potere” al Centro per l'Educazione Permanente UNLA di Gallico-Arghillà



Si è svolta venerdì 3 maggio, alle ore 18:00, presso il Centro per l'Educazione Permanente UNLA sito Via Villaggio Arghillà Sud 24/a, la presentazione del saggio “La morale è il potere. Nietzsche interprete di Paolo” di Salvatore Bellantone (Disoblio Edizioni). Nel corso della presentazione, moderata dal prof. Antonino Sammarco (Dirigente del Centro per l'Educazione Permanente UNLA), sono intervenuti: Salvatore Spina (Ricercatore Università di Messina), Gianfranco Cordì (Ricercatore Università di Catania), Salvatore Bellantone (Autore).
Antonino Sammarco ha introdotto i lavori ringraziando i presenti per aver portato la filosofia nel Centro Per l'Educazione Permanente UNLA, una disciplina capace da un lato di aprire gli occhi sul tempo presente e dall'altro di gettare dei colpi di ciglia sul tempo che viene. Sammarco si è detto felice di ospitare un testo che propone un inno alla libertà, specialmente perché inaugura una collana, Taumazein, che, nel tempo della fine della filosofia, si ispira alla meraviglia, alla scoperta filosofica per evocare e provocare un nuovo inizio della filosofia.
Salvatore Spina ha iniziato il suo intervento chiarendo le principali interpretazioni di Nietzsche avvenute nel secolo scorso, culminate nel riconoscimento heideggeriano dell'approccio filosofico operato da Nietzsche nelle sue riflessioni. Dopodiché, partendo dal titolo, Spina ha sciolto i nodi cruciali del saggio in questione: Dioniso e Apollo, ontologia e guerra della stabilizzazione delle verità, valori e volontà di potenza, la figura di Paolo di Tarso e la sua teologia politica, volontà di potenza e di impotenza, Gesù Nazareno e Gesù Paolino, cristianesimo e nichilismo, oltrepassamento della metafisica e figura di Zarathustra, superuomo e fedeltà alla terra, eterno ritorno e filosofia nietzscheana della decisione.
Gianfranco Cordì ha concentrato la sua attenzione sull'utilità del testo in esame, per comprendere le radici filosofiche delle trasformazioni che interessano la nostra società, focalizzando nel meccanismo proposto da Nietzsche la chiave di lettura del tempo attuale. Spiegando in termini nietzscheani la natura duplice della morale, dei forti e dei deboli, Cordì ha considerato la figura di Paolo di Tarso e il suo cristianesimo come il punto d'inizio di quel ribaltamento dei valori aristocratici che ha condotto a quella visione metafisica della vita, che domina la nostra società ancora oggi. Tale visione è il punto focale a partire dal quale si snoda e si radica il potere nella nostra società, per mezzo soprattutto del mastice dello spettacolo, che causa un realitysmo-platonismo degli enti e della vita, facendo perdere di vista la realtà e provocando una schiavitù sinottica delle masse.
Ricollegandosi agli interventi precedenti, Salvatore Bellantone ha chiarito che il testo proposto si concentra su una di quelle pagine della storia della filosofia necessarie sia per capire l'estremizzazione del gesto nietzscheano, avvenuta con la provocazione lanciata da Maurizio Ferraris di passare al nuovo realismo, sia per comprendere chi stabilisce i valori oggi, chi si ribella, chi sono i forti e i deboli, e se ci troviamo di fronte a un nuovo possibile ribaltamento dei rapporti di potere e della gerarchia dei valori.
È stato, infine, un incontro di alto spessore condotto dai relatori con parole semplici, allo scopo di portare la filosofia in strada, tra la gente, e metterla in cammino verso quella nuova indagine delle cose, da molti auspicata, che possa illuminare, se non tutti, almeno alcuni dei nostri passi.

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