lunedì 3 marzo 2014

REGGIO: presentata “La guerra altra” all'Associazione Culturale SNAP


Si è svolta sabato 1 marzo, presso la sede dell'Associazione Culturale SNAP sita in via Reggio Campi 121 II Tronco, la presentazione del libro “La guerra altra” di Gabriella Rossitto (Disoblio Edizioni). Nel corso della manifestazione, coordinata da Aldo Libri (Presidente SNAP), sono intervenuti: Mattia Milea (Docente in Lingue c/o II S r. Piria di Rosarno e Università per Mediatori Linguistici di Catona), Antonella Cutrupi (Poetessa e Docente in Lettere presso l'Istituto Gemelli Careri di Taurianova), Salvatore Bellantone (Editore), Gabriella Rossitto (Autrice del libro).
Aldo Libri ha inaugurato la presentazione e si è alternato con i relatori, considerando La guerra altra una sorta di poemetto epico asincrono rispetto all'accadere, in quanto racconta con il ritmo poetico la difficoltà dell'incontro con l'altro, fenomeno che per molti invece è qualcosa di scontato e fuori discussione.
Antonella Cutrupi ha ripercorso le tappe del sentiero sul quale ha avuto modo di incontrare l'opera di Gabriella Rossitto, dal Premio Letterario All'in Sud alla prefazione stessa del testo, e ha sottolineato come La guerra altra sia un poemetto che trasmetta una strana inquietudine che desta la curiosità. Leggendo e rileggendo l'opera, ci si rende conto di provare sempre emozioni diverse, e ciò avviene grazie al linguaggio poetico che consente a ognuno di cogliere continuamente qualcosa di nuovo ogni volta che si rilegge una poesia. Chiarendo poi le peculiarità dell'opera – la poliedricità semantica, l'assenza di punteggiatura e di titoli, la scelta accurata di termini, vocaboli e figure retoriche – Antonella Cutrupi ha interpretato l'opera di Gabriella Rossitto come una metafora di tutte le guerre che l'essere umano affronta nella quotidianità, personali, sociali, politiche, affettive, e che il meridionale stesso conduce con se stesso, per riscattarsi da quelle eredità che limitano l'esistenza e le prospettive future, battaglie nel corso delle quali non si è animati dal desiderio della vittoria ma da quello di lasciarsi andare tra le braccia dell'avversario.
Mattia Milea ha proposto un percorso di comprensione dell'opera di Gabriella Rossitto inquadrandola all'interno del genere del poema epico, spiegando uno alla volta tutti quegli elementi che spingono a interpretare La guerra altra in tal senso, e cioè il prologo, l'epilogo, i personaggi, le gesta sovrannaturali, le figure sovrannaturali, le armi. Intersecando tale delucidazione con il chiarimento dei simboli e delle figure retoriche usate dall'autrice e leggendo brani di altri celebri autori e poeti, Mattia Milea ha visto nell'opera di Gabriella Rossitto il racconto di una “altra guerra”, quella che ognuno di noi combatte ogni giorno con se stesso in tutte le dimensioni che riempiono la vita, spingendoci non alla ricerca di una sopraffazione sull'altro ma a un accordo con quest'ultimo.
Salvatore Bellantone ha ringraziato l'autrice per questo suo poemetto, perché leggendolo e rileggendolo offre a ciascuno la possibilità di misurarsi con se stesso e con la duplicità del proprio essere, sdoppiato appunto tra ciò che ognuno di noi crede di essere (apparire) e ciò che invece è (coscienza). Considerando La guerra altra un'allegoria di tutte le battaglie che conduciamo nella vita, Salvatore Bellantone ha inteso l'opera di Gabriella Rossitto quello strumento utile per scoprire “l'alterità” che è in noi e che ci consente di comprendere meglio la nostra identità e il nostro destino, ma anche per tornare a mettere a fuoco la sfida della comunicazione, della comprensione e dell'incontro con l'altro, di cui oggigiorno si nota sempre più il bisogno.
Gabriella Rossitto ha ringraziato gli organizzatori e i presenti, chiarendo che La guerra altra non ha volutamente una lettura univoca per stimolare al pensiero e all'indagine di sé, ma ha sottolineato che ha impiegato la metafora della guerra per raccontare principalmente quella battaglia che ognuno di noi conduce nella vita e che spesso, specie negli ultimi tempi, si evita di pensare: quella con la nostra mortalità. Tale contesa non è semplicemente individuabile nelle emozioni dell'odio e dell'amore ma è fatta di svariate sfumature che meritano di essere narrate per darci la possibilità di comprendere maggiormente noi stessi e di capire l'importanza dell'amore. La guerra altra è quel conflitto di diversità che avviene quotidianamente dentro e fuori di noi e che conduce appunto ad altro, a qualcosa di nuovo, a una nuova organizzazione di se stessi e dell'habitat nel quale si vive. È una guerra organica, necessaria all'evoluzione personale e sociale, che va combattuta con tutte le forze perché è in tale contesa che ne va del nostro destino.
È stato, per concludere, un momento ricco di emozioni nel quale si è messa a fuoco la necessità dell'incontro dell'altro e di altri per scoprire, ognuno, la propria identità, già legata a quella di chi ha al proprio fianco.

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