lunedì 4 agosto 2014

BAGNARA: Presentato il romanzo “Moira” di Giuseppe Bagnato


Si è svolta venerdì 1 agosto, presso la Piazza Matteotti di Bagnara Calabra, all'interno del 49° Gran Galà del Pescespada, promossa dall'Associazione Turistica Pro Loco di Bagnara Calabra, la presentazione del romanzo “Moira” di Giuseppe Bagnato (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Maria Francesca Fassari (Redattrice), sono intervenuti: Cesare Zappia (Sindaco di Bagnara Calabra), Giuseppe Spoleti (Assessore alla Cultura di Bagnara Calabra), Orlando Fazzolari (Sindaco di Varapodio), Bruno Ienco (Presidente Pro Loco di Bagnara Calabra), Vincenzo Laurendi (Scrittore e Giornalista), Salvatore Bellantone (Editore), Giuseppe Bagnato (Autore del Romanzo).
Bruno Ienco ha sottolineato l'importanza di aprire il 49° Gran Galà del Pescespada con la presentazione di un romanzo ambientato nella nostra terra, perché il senso della manifestazione organizzata annualmente dalla Pro Loco è di mettere in evidenza la bellezza dei territori calabresi, che attirano turisti da qualsiasi regione del mondo; bellezza evidenziata dal romanzo di Giuseppe Bagnato che merita di aprire un Galà prestigioso come quello del Pescespada.
Orlando Fazzolari ha raccontato la personalità di Giuseppe Bagnato, un giovane scrittore dotato di sensibilità unica, che riesce a trasferire nei suoi scritti per raccontare la vita, le difficoltà, i problemi della gente usando parole semplici e senza stancare il lettore. Una personalità che va imitata perché non è superficiale, anzi la sua profondità tenta di lanciare messaggi importanti con la letteratura, specie per i più giovani, uno dei quali è l'amore per la Calabria, una terra attraversata da mille problemi ma unica per la sua bellezza e l'operosità dei suoi abitanti. Un libro da leggere per comprendere il fascino della nostra terra ma anche per convincersi che scommettendo nella cultura la Calabria potrebbe vivere soltanto di conoscenza e di turismo.
Giuseppe Spoleti ha dichiarato la sua felicità di aprire l'Estate Bagnarese con la presentazione del libro di Giuseppe Bagnato, perché Moira attira l'attenzione sulla cultura, sul nostro territorio e su quello che va valorizzato, come per esempio il recente riconoscimento dell'IGP al torrone di Bagnara Calabra, testimone della storia e della cultura bagnarese, ma anche lo scambio culturale tra paesi, realizzato per mezzo del suo libro. Tali scambi arricchiscono culturalmente e fanno capire come occorra fare squadra per risollevare la nostra terra e riportarla in auge come in passato.
Cesare Zappia ha spiegato come il programma dell'Estate Bagnarese sarà ricco di momenti culturali allo scopo di attirare l'attenzione dei più giovani sui libri, sulle arti e soprattutto sulla conoscenza del passato e dei personaggi illustri della propria cittadina. Il territorio di Bagnara è colmo di risorse artistico-culturali e ravvivare la curiosità dei più giovani nei confronti di esse significa gettare le basi per far crescere il territorio. Il romanzo di Giuseppe Bagnato è di alto spessore, di una profondità molto elevata ma è anche caratterizzato di una scrittura semplice e inimitabile, elementi che sicuramente avvicineranno i più giovani alla lettura. L'augurio che rivolgo loro è di accostarsi alla conoscenza con tutta la fame e la curiosità possibili, per operare bene a favore del territorio e dei suoi abitanti e diventare buoni cittadini.
Vincenzo Laurendi ha definito onirico il romanzo di Giuseppe Bagnato non soltanto per la scelta della copertina ma anche per la storia raccontata, nella quale ognuno può immedesimarsi, scorgendo sia molti lati di sé sia molte sfaccettature di una Calabria che pochi conoscono. L'opera testimonia il profondo legame dell'autore con la sua terra e con il Sud, una realtà non tutta da buttare ma che ha in serbo gemme preziose capaci di deciderne la fortuna futura.
Salvatore Bellantone ha chiarito come Moira sia il primo di altri romanzi che usciranno periodicamente nei mesi a venire e ha ringraziato l'autore per la sua amicizia intellettuale e per la sua voglia di parlare a noi e di noi del Sud, della vita e del modo di essere dei suoi abitanti, evidenziando le difficoltà sofferte a causa del cambiamento dei tempi o ereditate dalla generazioni passate e mai palesate nella loro verità. Dopodiché ha specificato come il pregio di Giuseppe Bagnato sia di affrontare in chiave narrativa i più grandi e profondi problemi dell'esistenza e della coscienza, ma anche di trattare tali argomenti con un linguaggio semplice che raggiunge immediatamente il lettore e fa sperare in un riavvicinamento dei più giovani al mondo del libro e della lettura.
Giuseppe Bagnato ha spiegato di avere viaggiato molto e di aver vissuto tantissime esperienze, nel corso delle quali si è reso conto che la sfida è qui, in Calabria. É facile andarsene via, sfuggendo i problemi, ma proprio quando si è al di fuori della propria terra ci si rende conto delle differenze, positive e negative con altri luoghi. Si sa quello che si lascia e, anche, quello che si trova. Si può fare qualcosa di positivo per il Sud e per la gente, e la lettura e la scrittura giocano un ruolo decisivo, capaci entrambi di salvare così come io stesso sono stato salvato da esse. Non occorre leggere un numero indefinito di libri soltanto per essere certi di aver letto tutto. Che cosa significa, poi, aver letto tutto non lo so. C'è sempre qualcosa da leggere. Quindi, è preferibile concentrarsi su quelle letture che possono servire per salvare o risvegliare la nostra coscienza e la nostra percezione delle cose, e possono renderci migliori rispetto al giorno prima.
Accesa la lanterna della Disoblio, l'autore ha letto alcune righe sull'importanza delle parole, illuminando i presenti con i raggi di una nuova luce, quella proveniente da occhi che anziché guardare altrove, osservano noi e la nostra terra e li raccontano entrambi per mostrarne sia la vera identità sia gli interstizi a partire dai quali costruire un destino migliore, fondato sulla reciproca comprensione.

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