martedì 5 agosto 2014

LIMBADI: Presentato “Andamento lento. La gestione della carriera al femminile” di Daniela Profiti


Si è svolta sabato 2 agosto, presso la Biblioteca Salvatore Corso Editore, la presentazione del libro “Andamento lento. La gestione della carriera al femminile” di Daniela Profiti (Disoblio Edizioni). Alla presentazione moderata da Maria Francesca Fassari, sono intervenuti Stefano D'Apa (Presidente Ass. Biblioteca Salvatore Corso Editore), Nicola Rombolà (Giornalista), Immacolata Corso (Membro Direzione Nazionale CDU), Francesco Pagano (Sindaco di Nicotera), Salvatore Bellantone (Editore), Daniela Profiti (Autrice del Libro).
Stefano D'Apa ha chiarito come il senso della biblioteca “Salvatore Corso Editore” è la salvaguardia del libro non informatico ma anche il dar voce ai giovani della nostra terra, come l'autrice di Andamento lento, un libro molto interessante in una società maschilista perché parla di meritocrazia, uguaglianza e della grinta e della volontà femminile nel farsi strada per la conquista della propria autonomia. 
Nicola Rombolà ha sottolineato l'importanza del libro e della cultura quali veicoli principali per occuparsi del bene del proprio territorio. I libri sono strumenti che uniscono la terra al cielo, conservano disparate forme artistiche e ci consentono, ogni volta che ne leggiamo uno, di risvegliarci dal nostro torpore, di rinascere. Poi, ha delucidato i temi cruciali dell'opera di Daniela Profiti, tra i quali la condizione della donna nel lavoro a partire dal '900, le interviste di donne manager, il soffitto di cristallo, tracciando una breve storia dell'emancipazione femminile, dalle eroine della letteratura greca alle donne partigiano della Liberazione.
Immacolata Corso ha spiegato come la figura della donna nel mondo lavorativo sia ormai una realtà assodata e sempre più in ascesa nei ruoli dirigenziali della nostra società, evidenziando tuttavia come la grande difficoltà della donna, qualunque professione svolga, sia la conciliazione di lavoro e famiglia, specie in un'epoca in cui aumenta il ritmo forsennato dei tempi lavorativi e diminuisce sempre più quello privato. Andamento lento ha il merito di mettere a fuoco i momenti cruciali dell'ascesa femminile nella nostra società a partire dal '900, compresa la dimensione della politica, ma dà anche l'occasione di riflettere, retroattivamente, alla perdurante violenza nei confronti delle donne e al soffitto di cristallo, un muro molto solido, più forte del vecchio muro di Berlino, che resiste specialmente nel Meridione.
Francesco Pagano ha sottolineato come il libro non possa mai invecchiare perché la cultura stessa non invecchia, anzi, si rinnova e si rinasce. La globalizzazione stessa non può amalgamare tutti i cervelli, perché ognuno nei libri forma una propria coscienza e un proprio modo di pensare. Il libro di Daniela Profiti pone anche il problema della struttura economica della nostra società, con la quale non può esserci uguaglianza; cambiando sistema produttivo, ci sarà più spazio per maggiori diritti per tutti.
Salvatore Bellantone ha narrato la genesi dell'opera Andamento lento e si è complimentato con l'Associazione “Salvatore Corso Editore” in quanto è riuscita a raccogliere nel tempo trentacinquemila libri, alcuni dei quali introvabili, ospitando autori diventati poi conosciutissimi in Italia e nel mondo. Una testimonianza, questa, del fatto che chi presenta il proprio libro all'interno della Biblioteca Salvatore Corso Editore ha il destino segnato, lo stesso che toccherà anche a Daniela Profiti con i suoi scritti. Dopodiché, l'editore ha consegnato due testi al presidente Stefano D'Apa da aggiungere a quelli già presenti nella Biblioteca, per ossequiare l'immenso lavoro di custodia dei libri svolto dall'Associazione e anche per segnare concretamente la promessa di proseguire nel rifornimento della Biblioteca con altri testi e altre presentazioni ed eventi, allo scopo di rendere la Biblioteca un vero e proprio centro della cultura calabrese.
Daniela Profiti ha sottolineato l'importanza delle interviste presenti nel suo libro perché con le parole di alcune donne manager è possibile toccare con mano la lentezza dell'ascesa femminile nella nostra società ma anche le mete già conquistate sul piano dei diritti e dell'uguaglianza. Infine, l'autrice ha acceso la lanterna della Disoblio, consentendo alla città di Limbadi di illuminarsi della luce della conoscenza della donna e della storia della sua emancipazione nel lavoro e nei diritti, un bagliore che ha appena cominciato a irradiarsi e nel tempo può soltanto accrescersi d'intensità.

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