lunedì 29 settembre 2014

NICOTERA: presentato “500 regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio


Si è svolta sabato 27 settembre, presso il Chiostro di Palazzo Convento di Nicotera, la presentazione del libro “500 regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio (Disoblio Edizioni), promossa dalla Biblioteca “Salvatore Corso Editore” e dal Comune di Nicotera. Alla presentazione sono intervenuti Francesco Pagano (Sindaco di Nicotera), Stefano D'Apa (Presidente Ass. Biblioteca Salvatore Corso Editore), Nicola Rombolà (Giornalista), Immacolata Corso (Membro Direzione Nazionale CDU), Salvatore Bellantone (Editore), Antonio Scuticchio (Autore del Libro).
Dopo i saluti iniziali di Salvatore Bellantone, che ha chiarito come le 500 regole di Antonio Scuticchio siano un'opera controcorrente in quanto costituiscono un invito a una riflessione seria sulla politica e sulle sue regole, Francesco Pagano ha evidenziato come il lavoro di Antonio Scuticchio provenga innanzitutto dalla passione per la cultura e la politica. Gli anni dopo la caduta del muro di Berlino hanno prodotto la perdita di alcuni ideali politici. Oggi c'è soltanto gestione dell'esistente ma occorre recuperare un po' di sana passione per la politica. Il ripercorrere concetti che si ripropongono in modo forte è condizione necessaria per consentire un futuro alle nuove generazioni e il libro di Antonio Scuticchio offre l'occasione di imparare dai grandi personaggi della politica e di riportarla alla sua origine.
Stefano D'Apa ha sottolineato come la cultura sia un momento d'incontro per ragionare sul tempo e su quello che sarà il nostro futuro. Occorre anche essere cultori della carta stampata. Il libro non può essere soppiantato dalle nuove tecnologie, soprattutto perché con esse non si può instaurare il rapporto fisico che si può instaurare con il libro. Le 500 regole sono un'opera frutto di un lavoro certosino e di eccellente sintesi. È un manuale, la bibbia della politica. Oggi ci siamo allontanati dalla vera missione del politico che era il servizio degli altri: il libro di Antonio Scuticchio ci ricorda questa missione e la ripropone per i tempi che verranno.
Immacolata Corso ha definito l'opera di Antonio Scuticchio un libro di supporto e una lente d'ingrandimento per tornare a guardare alla politica come la più nobile delle arti. La politica è uno strumento utile per aiutare tutti i cittadini ed è giusto che ognuno se ne interessi. Il libro parla della dignità dell'uomo e della politica sana come attività di ricerca e di conoscenza. È un'opera unica: non esistono in Italia altri manuali per la politica.
Nicola Rombolà ha chiarito come occorra ridefinire il senso stesso delle parole e della politica. In Italia si vive un tempo privo di rispetto e di giustizia, nel quale cresce a dismisura la povertà. E questa è tutta politica. Siamo sicuri che le persone che ci governano fanno il bene di tutti? Bisogna dare il senso. Non esistono politici oggi ma soltanto manipolazioni d'informazione. Dove sta la responsabilità di chi ci governa? Ci sono poteri occulti che decidono la nostra sorte. Questo manuale ci aiuta a capire cosa sia fare politica. C'è bisogno di partecipazione e le 500 regole ci fanno guardare alla politica con occhi diversi.
Antonio Scuticchio ha detto come non basti guardare la politica dall'esterno. Occorre parteciparvi e le regole proposte sono proprio per coloro che cominciano e per le nuove generazioni, oltre che per coloro che già fanno politica. È un libro controcorrente, ma vorrei che la gente capisse che meno cittadini si avvicinano alla politica meno sopravvive la democrazia. Se non esiste una cultura politica il risultato è pessimo. Il mio libro vuole proporre un'etica per la politica.
È stata in definitiva una serata all'insegna della riscoperta della politica, dei suoi personaggi principali nella storia mondiale e dei suoi valori, oggi ormai dimenticati, ma anche una serata malinconica e di solidarietà con la Biblioteca Salvatore Corso Editore, la cui Associazione, dopo anni, ha svolto la sua prima presentazione da “apolide”, al di fuori della storica sede in Limbadi, perché in cerca di una nuova sede e di idee che possano trovare casa ai 40mila volumi donati dall'omonimo editore affinché possa crescere la lettura e la cultura nella nostra terra.

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