sabato 11 ottobre 2014

REGGIO: presentato al Centro Pierre il romanzo “Moira” di Giuseppe Bagnato


Si è svolta venerdì 10 ottobre, presso il Centro Pierre di Reggio Calabria, la presentazione del romanzo “Moira” di Giuseppe Bagnato (Disoblio Edizioni), nel corso della quale sono intervenuti: Mattia Milea (Docente in Lingue c/o II S r. Piria di Rosarno e Università per Mediatori Linguistici di Catona), Salvatore Bellantone (Editore), Giuseppe Bagnato (Autore del Romanzo).
Dopo l'ascolto del brano “Ciccio e Moira” cantato e suonato da Carmelo Morabito, voce dei Southern Gentlemen League, Mattia Milea ha sottolineato come già l'immagine dell'albero bipolare presente nella copertina del libro rappresenti gli opposti presenti in tutte le cose, tema cruciale del romanzo Moira. Dopodiché ha spiegato come la scrittura di Giuseppe Bagnato sia di cuore, di getto, difensiva, proponendo un viaggio tra la follia, la libertà, l'amore e la fuga ed estrinsecando il male di vivere. L'ambientazione è bucolica e i personaggi sono positivi, con una personalità però quasi al limite della follia. Una delle immagini più belle è quella del ricercare la libertà arrampicandosi sull'albero, legame erotico-protettivo tra l'uomo e la natura. Il protagonista, Ciccio, va alla ricerca di qualcosa che non c'è, dei fantasmi che non si riesce a trovare e il viaggio che intraprende alla ricerca di Moira è picaresco, in quanto s'imbatte in diversi personaggi e attraverso di essi acquisisce una sua identità. È un romanzo di formazione in cui Ciccio bambino diventa adulto, diventa eroe.
Salvatore Bellantone ha chiarito come la caratteristica principale di Giuseppe Bagnato e del suo Moira consista nella semplicità della scrittura, con la quale l'autore racconta un viaggio, reale e concettuale, nella nostra terra e nel mondo interiore di coloro che la abitano. Nel viaggio di Ciccio alla ricerca di Moira ognuno cerca se stesso ma anche il significato della facoltà di ragionamento e la tendenza genetica a esprimere giudizi su chiunque e su qualsiasi cosa, senza fermarsi un attimo a pensare prima di farlo. Moira mette in luce che non sempre il mondo, gli avvenimenti, le persone coincidono con l'idea preconcetta che abbiamo ma spesso sono altro da quest'ultima, inarrivabile e ineffabile.
Giuseppe Bagnato ha spiegato come il titolo del romanzo si rifaccia alle tre Moire della mitologia greca che tengono i fili della nostra vita, ma stavolta abbia un duplice significato: da un lato, quello di nascita, vita e morte assieme per narrare la storia del giovane Ciccio alla ricerca della ragazza scomparsa; dall'altro lato quello di grande pericolo per mettere a fuoco quello che a volte può accadere nella grande clinica psichiatrica che è la vita. La mia scrittura nasce da un bisogno di ribellione a tutto quanto è dato per scontato, è uno sfogo ma anche una sfida. È uno strumento di salvezza: lo è stato per me e spero possa esserlo per coloro che vorranno leggere Moira.
La presentazione si è conclusa con la lettura da parte dell'autore di un testo teatrale accompagnato dalle note della chitarra di Carmelo Morabito, e con l'accensione della lanterna della Disoblio, che ha irradiato la luce della conoscenza sulla città di Reggio Calabria, sul territorio calabrese e sui suoi abitanti, molti dei quali possiedono un'identità e una storia molto più intricati rispetto alla semplicità con cui appaiono al giudizio gratuito degli osservatori esterni.

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