martedì 11 agosto 2015

LAZZARO DISOBLIATA: Tornare alle origini di un popolo e di una terra che vuole riscattarsi


C'è parecchia incultura politica. Chi non vota favorisce il controllo; chi vota con coscienza si adopera a un cambiamento reale del sistema. Ma tale consapevolezza proviene dallo studio e dalla lettura di politica. È con queste parole di Antonio Scuticchio che si è aperta la rassegna di eventi “Lazzaro Disobliata. Cultura d'Estate” svoltasi il 5-6-7 agosto presso la Sala Conferenze del Ristorante “Al Faro”, sito sul Lungomare Cicerone di Lazzaro di Motta San Giovanni; parole chiare quelle dell'autore di “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica”, pronunciate il 5 agosto nel corso del salotto d'Autore assieme a Vincenzo Musolino, autore di “Eccezione e Trascendenza. La teologia politica di Carl Schmitt” e al giornalista Antonio Giuseppe D'Agostino.
Occorre disobliare – ha detto Vincenzo Musolino – i due momenti della politica, la teoria e la tecnica, per cercare di salvare la politica, promuovendone un volto non più mediocre ma alto e informato. Ma tale salvezza proviene dai libri – come ha chiarito Antonio Giuseppe D'Agostino –, libri in cui si parla di conoscenza di questa dimensione, e con i quali si rilancia la facoltà analitica di tale sfera, necessaria per insegnare la politica ai più piccoli, caricarla dei contenuti che oggi sembrano mancare e comprendere meglio quello che accade.
Se il 5 agosto si è discusso di diritto alla conoscenza, dell'assenza di conoscenza della storia politica italiana, di secolarizzazione della politica, di Europa, il 6 agosto si è invece concentrata l'attenzione sul mondo adolescenziale e su un fenomeno che non è più considerato un problema, ossia quello della droga, con la presentazione del romanzo “OZZ” di Giuseppe Bagnato. Un libro che dà pugni allo stomaco – ha detto Giovanni Benedetto di Lazzaroturistica.it – ma che si legge con semplicità e mostra la bellezza di un messaggio forte per i più giovani: quello della speranza e della salvezza per mezzo dell'amore. Un libro che andrebbe letto a scuola, per immedesimarsi nella storia di Ozz ed evitare di finire nel vicolo cieco della tossicodipendenza.
I ragazzi sono sempre più soli – ha spiegato Giuseppe Bagnato – per via della tecnologia, della meccanicità della vita e di una società orientata esclusivamente al denaro, ed è difficili per loro, in alcuni casi anche a scuola, trovare dei punti di riferimento che gli diano coraggio e speranza. Il mio romanzo è dedicato a loro, parla di fragilità ma anche di tenerezza, quella attenzione che tutti ricerchiamo e ti cambia la vita in pochi istanti.
Una vita che può cambiare in un attimo – ha dichiarato Giuseppe Antonio Martino, i 7 agosto nel corso della presentazione del libro “U ricriju r'u me' cori” – anche per mezzo della poesia e in particolar modo con quella di Rocco Nassi, nella quale è possibile rintracciare la storia e la cultura del Meridione, ma anche un'osservazione approfondita della condizione umana. Rocco Nassi cerca l'identità perduta del nostro popolo, dimostrando che il dialetto è una lingua viva, che pulsa, capace di esprimere emozioni e stato d'animo e di mostrare le crepe del tempo nel quale viviamo. Ma anche di evidenziare – come ha sottolineato Saverio Verduci – un'altra Calabria, ai più sconosciuta, ricca di così tante risorse da poter rilanciare l'economia e il turismo di un intero territorio e da riempire di orgoglio un popolo dal passato millenario. Il dialetto è la carta identitaria dei calabresi, storica e valoriale, e così come la storia locale, escluso gli sforzi di singoli docenti, non si studia a scuola causando la perdita delle nostre radici. Rocco Nassi crede nella poesia come strumento massimo per farci riscoprire chi eravamo, per farci capire chi siamo oggi e per farci pensare chi potremmo essere domani. Il suo libro è una manuale di lotta, di resistenza, in questi tempi infausti.
La rassegna promossa dalla casa editrice Disoblio Edizioni in collaborazione con l'Associazione Eureka, la Biblioteca Auxesia e il portale d'informazione Lazzaroturistica.it, si è conclusa con un percorso di lettura poetica di Rocco Nassi, condotto dall'editore Salvatore Bellantone, che ha portato i presenti in un viaggio dentro se stessi, il proprio passato, presente futuro, alla ricerca di quei valori umani e universali su cui si fonda ogni destino.
La luce della conoscenza, per tre giorni, ha diffuso i suoi raggi assieme a quelli del vecchio di Lazzaro, illuminando problemi epocali per la popolazione meridionale, nella speranza che le tante “navi” sperdute in questa terra traballante e in questo mare in tempesta, possano tornare a casa: alle proprie origini.

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