martedì 25 agosto 2015

NOTTI DISOBLIATE: Resistere: questo è il messaggio de I concetti del Sud







Resistere. È questo il messaggio delle “Notti Disobliate – I concetti del Sud”!, kermesse di incontri con l'autore che si è svolta dal 18 al 23 agosto sul Corso Vittorio Emanuele II di Bagnara Calabra. Un annuncio chiaro ed evidente innanzi ai tempi che corrono e alle difficoltà che la popolazione affronta quotidianamente. Tale ostinazione alla sopravvivenza è inscritta nel corredo cromosomico della gente del Sud, dunque oggigiorno non c'è nulla di nuovo rispetto alla storia di un popolo che, conosciuti gli allori nel periodo magno-greco, è stato in seguito continuamente soggetto alla dominazione dei numerosi popoli che hanno conquistato questa terra – romani, bizantini, barbari, normanni, svevi, angioini, aragonesi, piemontesi –, causandone gradatamente una decadenza che conduce ai giorni nostri.
Tale degenerazione, tuttavia, va interrogata criticamente, ripercorrendo tutte quelle tracce rimaste nelle fonti, nei documenti, nei siti archeologici, nei paesaggi, nei racconti popolari, nella letteratura, nella lingua, nei volti della gente e nell'insieme delle dimensioni che costituiscono la società, e le comunità, calabrese. In questo sentiero, naturalmente, occorre mettere a fuoco anche tutti quei concetti negativi che la popolazione meridionale trascina con sé e le impedisce di prendere il volo, tra i quali l'oblio, il silenzio, l'insicurezza, la rassegnazione, l'ignoranza, l'odio, il dialetto inteso come una lingua del basso volgo, concetti spazzati via dagli autori con la “scopa della conoscenza” che ha sostituito la Lanterna della Disoblio in occasione della rassegna. Una volta presa coscienza di essi, però, occorre lasciarli per strada sostituendoli con altre nozioni di cui oggi la gente del Sud ha bisogno per affrontare le sfide attuali: la memoria, la parola, la sicurezza, la volontà di riscatto, la conoscenza, l'amore, il dialetto concepito come lingua madre.
Queste idee, interpretate come “i concetti della resistenza, i concetti del Sud”, sono emerse di giorno in giorno durante i vari salotti dalle parole degli scrittori Pasqualino Placanica, Mimmo Gangemi, Vincenzo Musolino, Gianfranco Cordì, Giuseppe Bagnato, Lilla Sturniolo Misiano, Masella Cotroneo, Santo Gioffré, Rocco Nassi, Domenico Forgione e Lou Palanca/Fabio Cuzzola e Monica Sperabene, ma anche dagli interventi e dalle domande proposte loro da Antonella Quattrone, Aldo Varano, Antonio Giuseppe D'Agostino, Gianfranco Marino, Natale Zappalà, Stefania Guglielmo, Natalia Saffioti, Luca Marturano, Pino Strati, Marisa Larosa, Carmelo Pavia, Bruno Ienco, Mirella Marra. Nozioni di resistenza cantate in musica da Rossana Camera, Mario Lo Cascio, Carmelo Morabito, Iside Gurnari, i Popul'aria, Josè Fazari dei NeroSud, e rappresentate pittoricamente e fotograficamente da Alessandra Ienco e Tonino Arduca.
Le “Notti Disobliate – I concetti del Sud” sono state sposate da svariati enti e associazioni culturali del territorio della provincia reggina – la città di Bagnara Calabra, la Pro Loco e la SOMS Bagnara Calabra, l'emittente radiofonica RadioBagnaraWeb, l'Associazione Culturale “Leggendo tra le Righe” e l'Assessorato alla Cultura del comune di Gerace, l'Associazione Culturale “Incontriamoci Sempre” e l'Archivio di Stato di Reggio Calabria, l'Associazione Culturale “Ouitalos” di Palmi, la Cartolibreria Demaio, NewMediaService – a dimostrare come uno spazio di riflessione comune sui difetti e sui pregi del Sud sia necessario per comprendere le ragioni di un tempo votato alla malora e individuare le prospettive di ripartenza di una terra e di un popolo che non ha ancora concluso la propria storia e guarda speranzoso al domani.
L'odore del Sud, pensare a Sud, scrivere a Sud, storie a Sud, la lingua del Sud, partire e tornare a Sud sono stati i sei appuntamenti nel corso dei quali si è manifestata l'urgenza di recuperare la propria identità e di guardare alla possibilità di salvezza mediante le nuove condizioni storico-comunitarie ed economiche nelle quali ci troviamo, ma anche per mezzo di quell'insieme di relazioni nuove del quale è costituito il tessuto sociale del Sud.
Deve andare via il tempo della fortuna ignorante, parafrasando i versi della canzone “Occhiu non vidi” dei Mattanza, canzone di protesta e di radiografia del pensiero meridionale impiegata come sigla della kermesse. C'è bisogno invece di conoscenza, di competenze, di incontro e di libri. La rassegna svoltasi in strada e per la strada, ha avuto il senso infatti di mettere sullo stesso piano libri, autori e lettori per manifestare simbolicamente la necessità della rete della conoscenza per uscire la testa al di fuori crisi onnilaterale che pervade la nostra società. Un'espressione chiara e concisa palesata anche con il motto dell'edizione 2015 delle Notti Disobliate, che recita “Leggete, leggete libri, ma se potete, leggete libri calabresi”.
“I concetti del Sud” sono stati, in definitiva, delle notti molto partecipate dalla gente del Sud, e non solo, a testimonianza che c'è bisogno di riprendere il filo della propria esistenza; delle notti in cui sono andati in scena l'intelletto, le emozioni e la simpatia, assieme ai libri, all'arte, alla musica e all'incontro con l'altro; delle notti in cui ci si è riuniti nelle differenze personali, cognitive, artistiche e umane, in direzione della nuova alba che l'oscurità del Sud attende di sperimentare; delle notti in cui si è teorizzata e presa coscienza dell'urgenza di una resistenza che il popolo meridionale deve sopportare nel pensiero in primis e in ogni aspetto della vita di ognuno, in secondo luogo; delle Notti, appunto, Disobliate.

Nessun commento:

Posta un commento