venerdì 12 agosto 2016

SCILLA: Premio “Lo Scilla” a Disoblio Edizioni. Le parole dell'editore S. Bellantone


Questo è il primo premio che la nostra casa editrice riceve nella provincia di Reggio Calabria ed è un onore che ciò accada a Scilla, paese e località storico-turistica conosciuta in tutto il mondo, per via della mitologia greca e dell'Odissea di Omero. Alcuni studiosi hanno tentato di privarci anche di questa tradizione culturale, sostenendo che i racconti di Ulisse siano in realtà una copia delle tradizioni nordico-scandinave, ma è soltanto l'ennesimo tentativo di derubarci di quanto di più prezioso abbiamo: la nostra storia, la nostra identità.
Il club Unesco di Scilla opera per la tutela e la salvaguardia di alcuni luoghi unici definendoli “patrimonio dell'umanità”, perché traccia della mirabile fusione tra natura e cultura, tra creato e civiltà, testimonianza dunque della storia, della vita, del diritto all'esistere e del diritto all'abitare.
Quello che avviene oggi, in occasione della consegna del premio “Lo Scilla” promosso dal medesimo sodalizio, non è per nulla diverso da quanto fa il club Unesco per vocazione: la difesa di tali diritti e l'apprezzamento per quanti operano in tal senso, ognuno nella disciplina d'appartenenza. È per questo motivo che mi sono permesso di portare al suo presidente, Franco Porcaro, un omaggio che ha il senso di una metafora di quanto appena detto e anche di dono simbolico per la città di Scilla, ossia i libri Dalla Calabria alle Langhe, Realismo Meridiano, Piccoli Mondi – Q&U, immagini allegoriche delle tre dimensioni del tempo: passato, presente e futuro.
Il primo omaggio, vale a dire il libro di Mattia Milea, Dalla Calabria alle Langhe, ci ricorda la storia del combattente Pasquale Brancatisano, nome di battaglia Malerba, partito da Samo di Calabria nel corso della Seconda guerra mondiale e poi divenuto partigiano, allo scopo di difendere il nostro Paese dall'invasore e di donare ai suoi figli e ai figli dei suoi figli un luogo sicuro in cui poter godere del proprio diritto all'esistenza e all'abitare in maniera libera e civile. Molti sono gli antenati partiti dalla nostra terra, versando il proprio sangue e affrontando mille ostacoli e peripezie con le stesse ragioni del partigiano Pasquale Brancatisano ma oggi tutti quei sacrifici sembrano inutili. La Calabria è sempre stata dominata nel corso della sua storia da diversi popoli: Romani, Barbari, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, nobili e proprietari terrieri. E oggi, dopo l'Unità d'Italia e la Liberazione, grazie alle quali siamo in una Repubblica e in una democrazia, la nostra terra assieme alla penisola italica è controllata dalle multinazionali, dalle banche, da enti e organizzazioni internazionali che muovono i mercati per interessi personali anziché collettivi e noi scopriamo di essere ancora schiavi, con la consapevolezza di non essere mai stati liberi.
Se il primo libro ci fa conoscere il nostro passato, il secondo invece, Realismo Meridiano di Gianfranco Cordì, ci fa prendere consapevolezza del nostro tempo e del presente. Esiste un gap tra Nord e Sud Italia, Nord e Sud del mondo che sul piano economico, industriale e dei mercati non si riesce a colmare, anzi amplifica la differenza tra chi ha il diritto di esistere e chi invece non ce l'ha, tra chi lavora e chi non lavora, tra chi ha i servizi e i diritti e chi invece non ce l'ha, rischiando finanche la miseria, la povertà, la morte stessa assieme alla terra da sempre abitata dai nostri predecessori, appunto, la Calabria. Anziché scrivere l'ennesimo libro introduttivo al pensiero di un celebre filosofo o pensatore, come già fatto in precedenza nei suoi scritti, Gianfranco Cordì ha preferito dare alla nostra casa editrice un'opera filosofica con la quale, ricollegandosi al Nuovo Realismo di Maurizio Ferraris, lanciare una filosofia tutta meridionale, capace cioè da un lato, di analizzare criticamente i problemi più seri e difficili che attanagliano la nostra terra a partire dalla nostra terra stessa e dall'altro lato, ricostruendone le cause e le concause, di gettare le basi per una rivoluzione culturale che coinvolga le popolazioni meridionali e riduca le differenze. Stiamo parlando di una nuova filosofia, il Realismo Meridionale, e di un modo di pensare tutto nuovo, una Testa ben fatta, come direbbe Morin. In altri termini, di affrontare e di risolvere i nostri problemi e le nostre ristrettezze mentali da noi stessi. Una sfida ardua, dunque.
Il terzo libro invece, Piccoli Mondi – Q&U di Carmelo Barbaro, è la prima pubblicazione della Disoblio Edizioni. Si tratta di due racconti fantascientifici, apparentemente distanti l'uno dall'altro e invece vicinissimi, perché entrambi, seppur ambientati in un tempo ancora lontano a venire, e dunque nel futuro, ci consentono di mettere a fuoco la medesima domanda: “Che cosa decidiamo di fare? Qual è la nostra scelta”. Un libro dunque che ci cala maggiormente nel tempo difficile che stiamo vivendo, in cui sempre meno sono i diritti che ci vengono riconosciuti o che avevamo già, sempre di più sono i soprusi e gli abusi di cui veniamo circondati e a cui siamo costretti e condannati senza speranza.
Invece la speranza, quell'ultimo demone uscito dal vaso di Pandora, è sempre l'ultima risorsa, l'ultimo male, l'ultimo respiro, e i tre libri che oggi consegno simbolicamente nelle mani di Franco Porcaro, per ringraziarlo del riconoscimento dato alla nostra casa editrice, parlano di speranza, la evocano, mostrando come passato, presente e futuro siano sempre interconnessi.
Ricordando il nostro passato, dunque da dove veniamo, possiamo comprendere meglio il tempo in cui viviamo, e cioè capire chi siamo, e alla fine possiamo capire davvero dove vogliamo andare, vale a dire quale scelta ci tocca prendere, nel panorama disastroso che è la nostra quotidianità.
La decisione è quella di diventare del Partigiani nel pensiero, degli uomini cioè coraggiosi di difendere la sintesi tra natura e cultura, tra creato e civiltà rappresentata da Scilla, dalla Calabria e dai giovani.
Dobbiamo vivere impedendo ai giovani di andare via dalla nostra terra, vivere facendoli restare qui e, battendosi innanzitutto ognuno nella propria testa, nella propria mentalità, vivere agendo in maniera consapevole per il bene e il miglioramento di questa nostra terra e dei suoi abitanti, consentendo ai nostri figli, domani, di vivere in una Calabria decisamente più bella, più sana, più civile, più funzionante rispetto a quella di oggi.
Certo, ci vuole coraggio per fare tutto questo e anche per dirvi queste parole ma il merito non è mio. Non si nasce coraggiosi, lo si diventa quando incontri le persone giuste, come Mattia Milea, Gianfranco Cordì, Carmelo Barbaro e tutti gli altri autori della Disoblio Edizioni. È grazie a loro che ho trovato il coraggio di aprire una casa editrice, di operare nella cultura, di dirvi queste parole ed è per questo che oggi ci troviamo qui per premiare quanti restano nella nostra terra, battendosi ognuno nella propria disciplina e arte, per renderla un posto migliore per i nostri successori.
A loro dedico questo riconoscimento, e anche voi che mi avete ascoltato (e letto) finora. Battetevi anche voi, ognuno nella vostra vita e in quello che sapete fare meglio, per difendere il diritto all'esistenza e all'abitare di tutti, per difendere il sacrificio dei nostri antenati e la speranza dei nostri discendenti.
Basta soltanto fare del bene. Basta impiegare bene il tempo che ci è rimasto.
Salvatore Bellantone
DISOBLIO EDIZIONI

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