lunedì 27 gennaio 2014

REGGIO: Presentato il libro “Reggio è un blues” alla SNAP


Si è svolta sabato 25 gennaio, a Reggio Calabria, presso la Sede dell'Associazione Culturale “Snap”, sita in via Reggio Campi 121, la presentazione del libro “Reggio è un blues” di Antonio Calabrò (Disoblio Edizioni). Nel corso della presentazione, moderata da Aldo Libri (Presidente Snap), sono intervenuti: Letizia Cuzzola (Zoomsud.it), Salvatore Bellantone (Editore), Fabio Cuzzola/Lou Palanca (Scrittore), Domenico Canale e Walter Brancatisano (Musicisti), Antonio Calabrò (Autore).
Aldo Libri ha inaugurato l'evento illustrando ai presenti l'attività dell'Associazione Culturale SNAP e sottolineando come Reggio è un blues abbia in comune con i precedenti scritti di Antonio Calabrò la regginità del suo autore ma si differenzi da essi perché in quest'ultima pubblicazione l'autore si fa un cantastorie della città e dei suoi luoghi comuni che, per mezzo della creazione letteraria, diventano oggetto di riflessione e di recupero della memoria cittadina.
Salvatore Bellantone ha raccontato l'amicizia intellettuale che lo lega all'autore e ha ricalcato come Reggio è un blues sia la possibilità per i reggini di guardarsi allo specchio, di comprendere come la decadenza sociale e culturale abbia avuto origine in noi stessi e di come sia possibile tentare un'inversione di marcia, con l'impegno di ognuno, nella quotidianità, per lasciare in eredità alle nuove generazione entusiasmo e speranza per il futuro.
Letizia Cuzzola ha sostenuto come Reggio è un blues sia uno strumento, per coloro che non l'hanno vissuta né l'hanno mai ascoltata da altri prima d'ora, per poter immaginare la storia della città e poter provare la stessa nostalgia che altri provano, ricordandola. Usando ora l'ironia ora la critica, secondo Letizia Cuzzola Reggio è un blues è un collante tra le vecchie generazioni e le nuove perché descrive i luoghi della memoria, urbanistici e comunitari, e consente ad altri di riappropriarsene, malgrado molti di questi stessi luoghi non ci siano più.
Fabio Cuzzola ha considerato Reggio è un blues un luogo in cui si racconta la città e la si ricorda con dolore. Da un lato, mettendo in evidenza la bellezza perduta e quella pronta a svanire, dall'altro lato ponendosi dal punto di vista degli ultimi e degli oppressi, che sempre meno trovano voce nella nostra società. Dal punto di vista stilistico e narrativo, secondo Fabio Cuzzola Reggio è un blues evidenzia l'instancabile fame di lettura che caratterizza l'autore e rappresenta, al di là delle singole storie raccontate, la testimonianza dell'importanza della lettura e del confronto con la gente, intesi come ultima forma di resistenza che l'autore vuole trasferire alle nuove generazioni.
Antonio Calabrò ha esternato la sua felicità nel sapere che Reggio è un blues è letto da moltissimi, perché, come con i libri precedenti, con quest'opera continua il suo impegno per un nuovo percorso culturale della città, il quale, prima dei grandi cambiamenti politici e delle grandi rivoluzioni, ha bisogno della consapevolezza di ciò che si è nell'ambiente in cui si vive. E la lettura è l'unico strumento per comprendere tali elementi e per rapportarsi meglio con gli altri.
L'autore, infine, sulle note blues di Domenico Canale e Walter Brancatisano, ha letto i contributi di lettori e amici dell'omonimo gruppo facebook, trasferendo musicalmente nei cuori di ognuno l'idea che c'è un'altra Reggio, con un'altra musica, nuova, blues, appunto. Tocca a noi reggini continuare a costruirla, con l'impegno umano e civile di ognuno.

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