lunedì 3 febbraio 2014

BAGNARA: presentato il libro “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio


Si è svolta sabato 1 Febbraio, alle ore 17:00, presso la Sala Consiliare di Palazzo San Nicola, a Bagnara Calabra, la presentazione del libro “500 Regole. Un manuale per partecipare alla politica” di Antonio Scuticchio (Disoblio Edizioni).
Alla presentazione, moderata da Maria Carmela Tripodi (Speaker Radiobagnaraweb e Componente CPO Bagnara Calabra), sono intervenuti: Cesare Zappia (Sindaco di Bagnara Calabra), Giuseppe Spoleti (Assessore alla Cultura di Bagnara Calabra), Antonio Giuseppe D'Agostino (Direttore Cmnews.it), Salvatore Bellantone (Editore), dott. Salvatore Cosentino (Magistrato, Sostituto Procuratore alla Procura della Repubblica di Locri), Antonio Scuticchio (Autore del Libro).
Cesare Zappia ha sottolineato come 500 Regole parli della quotidianità della politica e rappresenti un valido strumento specialmente per i giovani, desiderosi di comprendere la politica e di farla, in maniera civile e coscienziosa, e ha criticato alcune regole riguardanti la sincerità, la bontà, la gratitudine – che l'autore del libro considera un disvalore in politica – affermando invece che quegli atteggiamenti costituiscono i valori imprescindibili a partire dai quali fare politica. 
Dello stesso parere è stato Giuseppe Spoleti, il quale ha considerato 500 Regole un ottimo manuale per colmare la mancanza di formazione politica delle nuove generazioni, dovuta specialmente allo svanimento delle sedi di partito, e per ridare vita a uno scontro politico, partitico e democratico, e non individuale, che consenta di nuovo di governare bene, a favore della gente, e non in maniera violenta e per ambizioni personali.
Antonio Giuseppe D'Agostino ha apprezzato la forma stilistica, oltre che contenutistica, dell'opera, e ha considerato 500 Regole, da un lato, come una sorta di cassetta degli attrezzi per affrontare in chiave politica la crisi ontologica, morale ed economica del paese, dovuta alla crisi dei partiti ma anche alla cattiva vigilanza dei cittadini; dall'altro lato, facendo un excursus della storia politica italiana ed europea, come quello strumento basilare per reintrodurre la politica nella sfera della filosofia, nella quale originariamente è nata. Chiarendo poi la differenza tra ribellione e rivoluzione e fotografando la situazione politica attuale, Antonio Giuseppe D'Agostino ha evidenziato come le regole, elemento centrale dell'opera di Scuticchio, siano quei mezzi necessari per attuare una rivoluzione della politica e delle istituzioni italiane, per renderle più al passo coi tempi e con i bisogni della gente.
Salvatore Cosentino ha inaugurato il suo discorso prendendo spunto dai sistemi carcerari brasiliani – nei quali, più libri si leggono e si recensiscono, maggiore è lo sconto di pena che si può ottenere – per chiarire come la lettura sia uno strumento capace di trasformare la schiavitù in libertà, la sfortuna in fortuna, l'odio in amore e responsabilità. “La mafia può essere sconfitta soltanto da un esercito di maestri di scuole elementari”, ha dichiarato Cosentino, “perché è la cultura il vero luogo nel quale si gioca la battaglia dell'antimafia”. Poi, considerando che in Italia si scrivano più libri di Eros e cucina, e che la metà della popolazione non legge quello che scrive l'altra metà, e facendo svariati esempi di cattiva politica, Salvatore Cosentino ha ricalcato l'importanza di 500 Regole, perché contrariamente a quanti preferiscono scrivere di antipolitica, l'autore invece aiuta la gente a conoscere i misteri dei meccanismi della politica e del potere, “Svela i trucchi del mestiere”. Chiarendo le parti di cui si compone l'opera, Salvatore Cosentino ha considerato l'opera di Antonio Scuticchio come quel libro capace di riscoprire la vera essenza della politica, vale a dire come un mezzo nobile per governare bene i cittadini di qualsiasi contesto storico, e come un fatto necessario e virtuoso che richiede il massimo impegno, per evitare che, nelle correnti del populismo del non voto e della rinuncia, il governo della cosa pubblica, recentissimo traguardo della democrazia, sia strappato dalle mani dei cittadini.
L'editore Salvatore Bellantone ha chiarito le ragioni in virtù delle quali ha deciso di pubblicare 500 Regole, ricordando alcune fotografie esibite dalla Pro Loco di Bagnara Calabra alcune estati fa proprio in piazza Matteotti, antistante la sede comunale. Precisando come le fotografie in questione rappresentavano le manifestazioni e le proteste svolte dai concittadini bagnaresi degli anni '70, Salvatore Bellantone ha spiegato di aver pubblicato 500 Regole, per via del graduale allontanamento della gente dalla politica, a partire dagli anni rappresentati dalle fotografie citate, sino ai nostri giorni; scostamento causato dalla società del benessere e dei consumi e dalla disinformazione progettuale operata dai mass-media, e testimoniato da una serie di vitali problematiche territoriali – crisi della pesca, chiusura dello svincolo A3 di Sant'Eufemia, ponte sullo Stretto, centrale a carbone, porto di Gioia Tauro e altre ancora – nei confronti delle quali la popolazione si è dimostrata indifferente. Svelando poi il significato della copertina di 500 Regole, Salvatore Bellantone ha concluso sostenendo come il libro di Scuticchio sia quello strumento per riprendersi la politica, per costruire una nuova giustizia nella quale i partiti sono al servizio del popolo e non viceversa, e per ridare speranza alle nuove generazioni, desiderose di cambiare attivamente le sorti del nostro paese e, all'interno di esso, il proprio destino.
Antonio Scuticchio infine ha spiegato come il suo libro sia proprio rivolto alle nuove generazioni e a coloro che desiderano impegnarsi in politica, e rappresenti, ispirandosi essenzialmente al Principe di Machiavelli, il tentativo di colmare quel vuoto politico causato dal crollo dei vecchi partiti, a seguito di Tangentopoli. L'autore, inoltre, ha chiarito come la scelta aforistica dell'opera, ma non per questo meno scientifica, sia stata preferita proprio per consentire alla maggior parte della gente, e ai ragazzi in primis, di conoscere quell'arte da cui dipende il loro destino, appunto l'arte del governo, rispolverando le pagine cruciali della storia della politica occidentale e mondiale, e spaziando con esempi provenienti dalla letteratura, dal cinema, dalla musica e dallo sport.
Interessante è stato il dibattito conclusivo nel corso del quale i presenti, per nulla spaventati dallo stato di “allerta due” dovuto alle cattive condizioni climatiche, hanno rivolto diverse domande all'autore, testimoniando come ci sia una certa fame di politica e di conoscenza di essa, e voglia di impegnarsi attivamente per migliorare il nostro Stato e renderlo all'avanguardia come tanti altri.

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