lunedì 6 ottobre 2014

MESSINA: presentato il libro “No’ esti na zannella” di Rocco Nassi


Si è svolta sabato 4 ottobre a Messina, presso la Sede della Comunità Ellenica dello Stretto, la presentazione del libro “No’ esti na zannella” di Rocco Nassi (Disoblio Edizioni), alla qual sono intervenuti Daniele Macris (Comunità Ellenica dello Stretto), Masella Cotroneo (Insegnante presso I.C. “Ugo Foscolo” di Bagnara Calabra), Salvatore Bellantone (Editore), Rocco Nassi (Autore del Libro).
Daniele Macris ha sottolineato come la poesia popolare provenga dal mondo del dialetto, che è la lingua del dialogo e dello scambio umano intorno a una continua intersezione di interessi riguardanti la nostra mediterraneità. Il dialetto di Bagnara è caratterizzato da un vocalismo aperto che lo afferisce a quello siciliano ed è esso stesso testimonianza della storia e della stretta relazione tra Calabria e Sicilia. Il libro di Rocco Nassi, No' esti na zannella, è costituito da trentacinque poesie che s'inseriscono nella tradizione calabrese, ponendo attenzione alla realtà circostante e a quei particolari che sfuggono alla razionalità diurna. Rocco Nassi è in stretto contatto con il mondo che abita e con il popolo, e cerca di recuperare quelle parole che evocano la storia passata.
Masella Cotroneo ha posto in evidenza la situazione paradossale che si sta vivendo nelle scuole: si insegna l'inglese ma non il dialetto, lingua delle proprie origini e delle proprie tradizioni. Di conseguenza non conosciamo il nostro passato. Quest'ultimo invece andrebbe riproposto ai ragazzi, facendo delle lezioni e dei corsi sulla lingua dialettale. Il libro di Rocco Nassi potrebbe essere adottato nelle scuole perché attraverso la poesia propone uno studio della parola dialettale e della storia passata della nostra terra.
Salvatore Bellantone ha spiegato come No' esti na zannella sia il tentativo da parte di Rocco Nassi di concentrare l'attenzione sulla lingua dialettale, ricca di parole e lemmi che rimandano alla storia comune dei popoli calabrese e siciliano, intesa dunque come una dimensione che unisce, a differenza degli altri livelli della vita e della società che, invece, dividono. In questo senso, ha chiarito l'editore, è importante la collaborazione al testo da parte di alcuni tra i più grandi studiosi di lingua e di storia meridionale, Daniele Macris e Giuseppe Antonio Martino, i quali, nei versi di Rocco Nassi, mettono a fuoco alcune parole che evocano pagine importanti della storia locale.
L'autore infine, Rocco Nassi, ha ringraziato i presenti e ha letto alcune poesie, spiegando come il senso della sua poesia sia da un alto la ricerca della storia e delle tradizioni passate ma anche il tentativo di far innamorare al dialetto più persone possibili, focalizzando pregi e difetti di una terra, il Sud, che deve ritrovare la propria identità a partire dalla lingua dialettale.
Accesa, infine, la lanterna della Disoblio, la città di Messina è stata irradiata dalla luce della conoscenza del dialetto, lingua che evoca in tutte le sue sfaccettature vernacolari il passato e il destino comune delle civiltà dello Stretto: in questi tempi bui e privi di speranza, il dialetto è la terra in cui coltivare un futuro diverso per il Sud.

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