lunedì 25 maggio 2015

METROPOLITAN BOOK FESTIVAL: Una Reggio filosofica e fantastica con Vincenzo Musolino e Pasqualino Placanica


Filosofica e fantastica. È così che si presenta la città di Reggio Calabria durante la presentazione dei libri di Vincenzo Musolino e Pasqualino Placanica, in occasione della prima edizione del Metropolitan Book Festival, Fiera del Libro promossa dall'Associazione Fahrenheit 451, dall'Associazione Liberarché, dalla Gilda degli Artisti e dal Social Network Mebook, che ha ospitato diversi editori, scrittori, musicisti, artisti, e che ha registrato tanti visitatori e alto gradimento.
Il 22 maggio, alla Biblioteca Comunale De Nava, va in scena la filosofia con “Eccezione e Trascendenza. La teologia politica di Carl Schmitt”, in compagnia dell'autore, Vincenzo Musolino, del ricercatore Fabio Palumbo, e del presidente della Fahrenheit 451, Giovanni Vittorio. Il 23 maggio, presso la Galleria di Palazzo San Giorgio, tocca invece alla fantasia con “L'odore del mare” di Pasqualino Placanica, accompagnato dal giornalista Antonio Giuseppe D'Agostino e dall'Assessore alla Cultura Patrizia Nardi.
Nel corso delle presentazioni, moderate entrambe dall'editore Salvatore Bellantone, è emersa la particolare attenzione degli scrittori reggini nei confronti dei temi cruciali del nostro tempo, tra i quali il potere, la sovranità, il diritto, la politica, l'economia, la teologia, ma anche il dovere della memoria, la conoscenza della storia, la tutela dei beni culturali, l'amore per la città e per i suoi personaggi illustri, specie femminili, come Giulia Maggiore, Callista, Morgana, che hanno res Reggio Calabria epicentro del mondo antico.
Altissimo il livello culturale nell'esposizione dei nodi principali del pensiero del celebre filosofo e giurista Carl Schmitt, acutissima la descrizione critica della città di Reggio Calabria e dei suoi abitanti, seppur presentata in un mix tra realtà e dimensione onirica. La parola chiave che accomuna Musolino e Placanica, malgrado i loro libri siano differenti sul piano tematico e disciplinare, è consapevolezza: da un lato, di tutti i meccanismi che stanno all'origine del diritto e sui quali si fonda uno Stato; dall'altro lato, del passato glorioso di una città e dei suoi celebri personaggi di cui oggi tra la gente non aleggia più il ricordo. Questa contezza è l'unico sentiero percorribile per produrre un miglioramento democratico della società, il quale, tuttavia, passa nel contempo dalla riscoperta dell'identità di un popolo mediante quelle tracce, tangibili e non, che ancora permangono nella nostra terra e che, se interrogate, ci raccontano di grandi cose del nostro passato.
Alla luce della lanterna della Disoblio, si è espressa l'urgente necessità della resistenza della conoscenza, un'ostinazione quasi nell'ambito dello studio, della ricerca e della narrazione, anche critica, di quanto merita di essere incanalato in quel sentiero, nella speranza che, grazie a questo, le nuove generazioni possano immaginare, e realizzare, un'idea di città, e di comunità, anche poco migliori rispetto a quelle attuali.


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