giovedì 28 gennaio 2016

REGGIO: l'Anassilaos ha presentato il libro MASSIMILIANO MARIA KOLBE. MARTIRE DI AUSCHWITZ di Pasquale Triulcio


Mercoledì 27 gennaio, presso la Chiesa di San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, in occasione della Giornata della Memoria, l'Anassilaos ha presentato il libro “Massimiliano Maria Kolbe. Martire di Auschwitz” di padre Pasquale Triulcio (Disoblio Edizioni). Alla presentazione sono intervenuti Enrico Tromba (Archeologo e Docente), Stefano Iorfida (Presidente Anassilaos), Salvatore Bellantone (Editore), don Nuccio Santoro (Parroco di San Giorgio), Pasquale Triulcio (Autore del Libro).
Dopo i saluti iniziali di Stefano Iorfida e don Nuccio Santoro, che hanno sottolineato l'importanza di ricordare il dramma della Shoah, il prof. Enrico Tromba ha inquadrato le vicende avvenute nei campi di concentramento durante gli anni della Seconda guerra mondiale e ha passato in rassegna alcuni documenti riguardanti il campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia in Calabria. L'editore Salvatore Bellantone ha letto alcuni versi di Primo Levi, in apertura al celebre libro “Se questo è un uomo” e ha chiarito come il testo di Pasquale Triulcio sia importante per riscoprire la figura di Massimiliano Maria Kolbe, definendolo un “San Paolo del nuovo millennio”. Tante sono infatti le analogie tra l'apostolo e il martire, tra cui la chiamata, gli studi, la vita separata, le lettere, la fondazione di comunità di credenti, l'apostolato, la malattia e il martirio, ma quello che li accomuna principalmente sono fede, speranza, amore, tre parole chiave della teologia dell'apostolo Paolo, proposte n ella prima lettera ai Corinzi, che il santo Massimiliano Maria Kolbe mette in pratica senza sosta, finanche nel periodo della passione e della morte ad Auschwitz, offrendo la propria vita in cambio della salvezza di un condannato a morte, Francesco Gajownitzek.
Un gesto che va ricordato, ha detto l'autore, Pasquale Triulcio, per rendersi conto, anche innanzi al male e alla disperazione, di quanto sia importante amare l'altro, aver fede nella propria chiamata e sperare nella felicità vera, che non è di questo mondo. Così come va ricordato tutto il bene che Massimiliano Maria Kolbe e i suoi fratelli hanno elargito ai più bisognosi di quel tempo, mettendo a disposizione la Città dell'Immacolata per gli ebrei in fuga dall'orrore nazista e per gli ammalati.
Conclusa la presentazione, si è svolta la messa solenne alla presenza delle reliquie del martire Massimiliano Maria Kolbe, una ulteriore testimonianza assieme ad altri documenti e reperti di come questi fatti, di cui alcuni oggigiorno scioccamente dubitano, siano davvero avvenuti e nei confronti dei quali resta il dovere della memoria per evitare che accadimenti simili si ripropongano nella storia dell'umanità.

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